Diritto delle Successioni, Donazioni e Impugnazione della Legittima | Studio Legale Digiacomo Taranto

Lo Studio Legale Digiacomo, guidato dall'Avv. Andrea Digiacomo (iscritto all'Ordine degli Avvocati di Taranto), offre assistenza e consulenza legale altamente specializzata nella pianificazione patrimoniale, nella gestione delle eredità, nell'impugnazione di testamenti e nella tutela della quota di legittima riservata ai familiari.

Operiamo con la massima riservatezza ed empatia presso il Tribunale di Taranto, gli uffici notarili e su tutto il territorio regionale e nazionale, affiancando i clienti sia nella fase di prevenzione dei contenziosi ereditarie sia nei giudizi successori complessi, anche laddove emergano rilevanze di tipo penale.

Macro-Aree di Intervento Successorio

1. Pianificazione Ereditaria, Testamenti e Donazioni

2. Impugnazione di Testamento e Tutela della Quota di Legittima

3. Profili Penali nelle Vicende Ereditarie

Nei casi in cui la successione presenti profili di illecito penale, lo Studio interviene tempestivamente con il proprio dipartimento penale per:

❓ Domande Frequenti Avanzate 

🔴 Sezione: Quota di Legittima, Donazioni e Impugnazioni

Chi sono i legittimari e cosa succede se il testamento non rispetta le loro quote?

I legittimari sono i soggetti a cui la legge riserva obbligatoriamente una quota di eredità: il coniuge, i figli (o i loro discendenti) e, in mancanza di figli, gli ascendenti (genitori). Se un testamento o delle donazioni effettuate in vita lezcano la quota di legittima, i legittimari possono promuovere l'Azione di Riduzione davanti al Tribunale di Taranto entro 10 anni per reintegrare la propria quota spettante per legge.

È possibile impugnare una donazione fatta in vita dal defunto se ha privato i figli dell'eredità?

Sì. Le donazioni effettuate in vita dal defunto sono considerate a tutti gli effetti come un'anticipazione della successione. Qualora le donazioni abbiano intaccato la quota di legittima, i legittimari possono esercitare l'azione di riduzione e, successivamente, l'azione di restituzione per recuperare gli immobili donati, anche nei confronti di terzi acquirenti (entro 20 anni dalla trascrizione della donazione).

Come si fa a dimostrare che un testamento olografo è falso o non è stato scritto dal defunto?

Per contestare l'autenticità di un testamento olografo (scritto a mano dal defunto), occorre avviare una causa civile per l'accertamento della falsità della grafia. Lo Studio Legale Digiacomo avvale della collaborazione di grafologi peritali e periti calligrafici giudiziari di comprovata esperienza che eseguono la comparazione con scritture autografe certe del defunto.

🟢 Sezione: Debiti Ereditari e Profili Penali

Cosa fare se il defunto ha lasciato più debiti che beni? (Accettazione con Beneficio d'Inventario)

Se si teme che l'eredità sia gravata da debiti con banche, Fisco o privati, è indispensabile non accettare in modo puro e semplice. Attraverso l'accettazione con beneficio d'inventario resa davanti al Cancelliere del Tribunale di Taranto o al Notaio, il patrimonio del defunto rimane separato da quello dell'erede: in questo modo, l'erede risponderà dei debiti ereditari solo ed esclusivamente nei limiti del valore dei beni ricevuti in eredità.

Cosa rischia chi costringe un anziano a fare testamento o a donare una casa? (Circonvenzione di Incapace)

Chiunque approfitti dello stato di deficienza psichica o circonvenzione di una persona anziana o malata per indurla a redigere un testamento o a compiere atti di disposizione patrimoniale commette il reato di Circonvenzione di Persone Incapaci (art. 643 c.p.), punito con la reclusione da 2 a 6 anni. Sul piano civile, gli atti compiuti sono affetti da annullabilità o nullità assoluta.

Quanto tempo si ha per rinunciare all'eredità a Taranto?

Il diritto di accettare o rinunciare all'eredità si prescrive in 10 anni dall'apertura della successione (morte del de cuius). Tuttavia, se l'erede si trova nel possesso dei beni ereditari (es. abita nella casa del defunto), deve fare l'inventario entro 3 mesi dalla morte e rendere la dichiarazione di rinuncia nei successivi 40 giorni, altrimenti viene considerato erede puro e semplice con assunzione di tutti i debiti.

Un coerede può prelevare soldi dal conto corrente del defunto prima della divisione?

No. Il prelievo non autorizzato di somme dal conto corrente del defunto da parte di un solo coerede configura il reato di appropriazione indebita ex art. 646 c.p., oltre a costituire accettazione tacita dell'eredità. Gli altri coeredi possono agire sia in sede penale sia in sede civile per ottenere la restituzione delle somme sottratte alla massa ereditaria.

1. Posso diseredare completamente un figlio, mia moglie o mio marito? No, nel diritto italiano non è possibile. Il coniuge, i figli e (in assenza di figli) i genitori sono definiti "eredi legittimari": la legge riserva loro obbligatoriamente una quota precisa del patrimonio (la "legittima") che non può essere intaccata. Una clausola testamentaria di diseredazione totale verso un legittimario non ha valore legale e il testamento può essere impugnato. L'unica eccezione riguarda i casi di estrema gravità che portano all'"Indegnità a succedere" (es. gravi reati commessi dall'erede contro il defunto).

2. Cosa succede se faccio una donazione a un solo figlio per favorirlo? Donare un immobile (es. una casa a Taranto) o una forte somma di denaro a un solo figlio in vita è lecito, ma la legge considera questa donazione come un anticipo sull'eredità. Al momento della morte del genitore, quel bene andrà calcolato nell'asse ereditario complessivo (Collazione). Se questa donazione ha di fatto "svuotato" il patrimonio ledendo le quote degli altri fratelli o del coniuge, questi ultimi potranno agire in Tribunale per farsi restituire la parte mancante (Azione di Riduzione).

3. Una finta vendita a un parente può essere annullata dagli altri eredi? Assolutamente sì. È una pratica comune (e rischiosa) simulare una vendita per nascondere una donazione ed evitare future contestazioni dai fratelli. Se gli altri eredi legittimari riescono a dimostrare in Tribunale che non c'è stato alcun reale e tracciabile passaggio di denaro dal conto dell'acquirente a quello del venditore, il contratto di vendita viene "riqualificato" come donazione e il valore di quell'immobile rientrerà nel calcolo dell'eredità.

🟢 Testamenti, Badanti e Convivenze

4. È possibile annullare un testamento in cui un anziano genitore ha lasciato tutto alla propria badante? Sì. È un caso molto frequente. Se si possiedono cartelle cliniche che attestano che l'anziano era affetto da patologie che ne limitavano la lucidità (es. Alzheimer, demenza senile) al momento della firma, il testamento olografo può essere impugnato per incapacità naturale. Inoltre, la badante non può mai sottrarre la "quota di legittima" destinata ai figli. In casi estremi, il nostro Studio Penale può valutare anche gli estremi per una denuncia per il reato di Circonvenzione di persone incapaci (Art. 643 c.p.).

5. Il mio compagno/a (convivente di fatto non sposato) ha diritto all'eredità? Senza un testamento, no. Nel diritto italiano, il convivente more uxorio (non unito in matrimonio o unione civile) non è considerato un erede legittimo. In caso di morte senza testamento, l'intero patrimonio andrà ai parenti di sangue del defunto (figli, genitori, fratelli, nipoti). L'unico diritto riconosciuto al convivente è quello di continuare ad abitare nella casa familiare, ma solo per un periodo di tempo limitato. Per tutelare il proprio compagno è indispensabile fare testamento (rispettando sempre le quote di legittima di eventuali figli).

6. Come faccio a scoprire se un parente defunto ha lasciato un testamento a Taranto? Se si cerca un testamento Pubblico o Segreto, è sufficiente fare una ricerca (personalmente o tramite il nostro Studio) consultando il Registro Generale dei Testamenti o l'Archivio Notarile del distretto di Taranto. Se invece si tratta di un testamento "olografo" (scritto a mano dal defunto e conservato in casa propria o presso una persona di fiducia), non esistono registri: bisogna cercarlo fisicamente tra le sue carte. Chiunque ne trovi uno ha l'obbligo di legge di consegnarlo a un Notaio per la pubblicazione.

🔵 Debiti, Banche e Tasse Ereditarie

7. La banca ha bloccato il conto corrente di mio padre defunto. Come faccio a sbloccarlo? Al momento della notifica del decesso, la banca ha l'obbligo di bloccare prudenzialmente i conti, i bancomat e i titoli intestati al defunto. Per sbloccarli e farsi liquidare le somme, gli eredi devono obbligatoriamente presentare alla banca la Dichiarazione di Successione già registrata all'Agenzia delle Entrate (o una dichiarazione sostitutiva per patrimoni di modico valore). Tuttavia, molte banche permettono di utilizzare i fondi bloccati per pagare direttamente le spese del funerale, dietro presentazione della fattura dell'agenzia funebre.

8. Cosa succede ai debiti, ai mutui e alle cartelle di pagamento (Agenzia delle Entrate Riscossione) del defunto? Quando si accetta un'eredità in modo "puro e semplice", si subentra sia nel patrimonio (crediti) sia nei debiti (mutui, bollette, prestiti, cartelle esattoriali), di cui si dovrà rispondere anche con il proprio patrimonio personale. Vi è però un'eccezione vitale: le sanzioni non si trasmettono agli eredi. Se il defunto aveva multe stradali o cartelle esattoriali gonfiate da sanzioni, gli eredi dovranno pagare solo la tassa originaria e gli interessi, ma non le sanzioni, chiedendone lo sgravio.

9. Che cos'è l'accettazione con beneficio d'inventario e quando conviene farla? Se sospetti che il defunto fosse sommerso dai debiti ma non ne hai la certezza, non devi né accettare alla cieca né rinunciare subito. L'accettazione "con beneficio d'inventario" è uno scudo legale che tiene separato il patrimonio del defunto dai tuoi risparmi personali. In questo modo, sarai tenuto a pagare i debiti del defunto solo ed esclusivamente fino al limite massimo del valore dei beni che hai ereditato, senza mai intaccare la tua casa, il tuo conto o il tuo stipendio.

10. Cosa accade se rinuncio all'eredità ma ho dei figli? Attenzione: la tua formale rinuncia all'eredità non chiude automaticamente la successione per la tua linea di discendenza. A causa del meccanismo giuridico della "rappresentazione" (Art. 467 c.c.), i tuoi figli subentrano automaticamente al tuo posto nel diritto (e nel rischio) di ereditare. Se l'eredità è piena di debiti, anche loro dovranno fare una rinuncia formale. E se i tuoi figli sono minorenni, l'iter è più complesso: occorrerà presentare un apposito ricorso al Giudice Tutelare del Tribunale di Taranto per farsi autorizzare a rinunciare per conto del minore.